Amministrazione straordinaria per la Bertone

Torino – «La dichiarazione dello stato di insolvenza della Bertone è anche il fallimento di una politica, quella che la Giunta Bresso non ha voluto attuare per l’indotto
auto piemontese», così Caterina Ferrero, coordinatore provinciale e consigliere regionale di Forza Italia, commenta la decisione del Tribunale di dichiarare fallita la Bertone.

«Quello che stava a cuore a Bresso – dice Ferrero – era aiutare Fiat, e sta bene, anche se il metodo scelto, l’acquisto delle aree di Mirafiori e Campo Volo, è tra i più
discutibili. Ma in quella legge approvata dal Consiglio erano previste anche iniziative, richieste espressamente dall’opposizione, nei confronti dell’indotto, di tutto il comparto automotive
che in termini occupazionali è forse ancora più importante della sola Fiat. Ebbene, la Giunta ha lasciato cadere ogni iniziativa, così oggi Bertone fallisce, altre aziende
sono in difficoltà, e solo quelle che interessavano a Fiat, come sub-fornitori, sono state da questa comprate per due lire».

L’esponente azzurra richiama l’attenzione sul mancato fondo per l’automotive, indicato nell’articolo 5 della legge 15/2005, il quale prevede che gli enti locali, con Università e
Politecnico, le associazioni imprenditoriali e il Gruppo Fiat «concorrono alla definizione e attivazione di idonei strumenti per la capitalizzazione delle imprese e per il rafforzamento
della struttura patrimoniale».
«Strumenti che non sono mai stati attivati – conclude Ferrero – perché la Fiat non voleva. Abbiamo più volte chiesto dalla Giunta di dare spiegazioni in merito e illustrare
che intende fare, senza mai ottenere risposte. Ecco i risultati più clamorosi di questa assenza di politica: la fine di un marchio tra i più affermati della Torino
dell’auto».

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