Al via la terza edizione di «Pisa città per la pace e i diritti umani»

 

Con la sessione dedicata a «Cibo e pace» prende il via venerdì 7 novembre alle ore 15 la terza edizione di «Pisa città per la pace e per i diritti
umani». Fino al 16 novembre la città ospiterà la manifestazione «Cibo e conflitti», alla quale hanno dato patrocinio e sostegno l’Università di
Pisa, il Dipartimento Identità culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Comune di Pisa, la Provincia, la Regione Toscana, l’ARSIA, Slow Food e il Segretariato Sociale
della RAI.

Dedicando al cibo questa terza edizione (dopo la prima edizione sui diritti umani e la seconda sull’immigrazione) il Centro per i Diritti umani dell’Università, la
Società della Salute della Zona Pisana ed il Centro interdisciplinare Scienze per la Pace dell’Università hanno inteso coinvolgere ancora una volta la città,
sollecitandola ad esprimersi attraverso le sue ricchezze – l’università, le associazioni, le istituzioni, il teatro, il cinema – per costruire un percorso interdisciplinare, di
cui il cibo sia il crocevia.

Coltivare il cibo, cuocerlo e offrirlo sono azioni che fanno parte del ciclo cosmico della vita e del suo rinnovamento: da questo punto di vista il cibo è governato dalle leggi
di natura e dalle regole di cultura. Ma il cibo è sempre più disciplinato anche da regole giuridiche, che accompagnano il cibo dal seme al supermercato, dalle fattorie
alle nostre cucine: lo Stato crea infatti leggi sui diritti di proprietà, sul commercio, sulla sicurezza alimentare.

Il cibo è frequentemente inteso – nella prospettiva della convivialità – come veicolo di pace e di amicizia: ma il cibo è anche e sempre più qualcosa che ha
a che fare con i conflitti. Ogni discorso sul cibo racconta infatti le tensioni e le violenze che hanno accompagnato la lotta per il controllo delle risorse. Anche l’atto del mangiare,
oggi, è intriso di conflittualità.

La manifestazione è articolata in seminari quotidiani, aperti a tutti, per affrontare – con linguaggio semplice ma con rigore scientifico – temi delicati e rispondere ad
interrogativi che sempre più fanno parte della nostra quotidianità: chi domina la produzione del cibo, la sua distribuzione, i modelli di consumo? Quanto pesano le scelte
agricole sull’economia mondiale e sulle economie locali? Quanta ingiustizia e quanta illegalità sono incorporate nei cibi che mangiamo? Qual è dal punto di vista
ambientale il livello di sostenibilità dei diversi modelli di agricoltura? In che modo le nostre scelte alimentari incidono sull’ambiente e sulla biodiversità?
Quanta energia occorre per produrre il cibo secondo l’attuale modello imperante di agricoltura? Quali sono i pro e i contro dei biocarburanti? Qual è il costo idrico degli
alimenti? Perché la fame e l’abbondanza convivono in un mondo dove alcuni sprecano il cibo e altri muoiono di fame? In che modo il progresso scientifico ha influito sul
cibo e sulle sue tecniche di conservazione, trasformazione, produzione, distribuzione? Quali sono i pro e i contro degli ogm? Quali meccanismi regolano il marketing rispetto al cibo?
Quali sono le malattie da troppo cibo e da troppo poco cibo? È possibile la riappropriazione di un sapere di «cura del corpo» che passa anche attraverso il recupero
della territorialità e della stagionalità? Le filiere corte possono essere una risposta valida?

Parallelamente ai seminari di approfondimento, eventi collegati tratteranno il tema del rapporto tra cibo e letteratura, cibo e cinema, cibo e musica, cibo e immagini.

Per tutta la durata della manifestazione, il Palazzo della Sapienza ospiterà l’installazione fotografica di Fabrizio Sbrana intitolata Twelve (uno sguardo tra i popoli del
mondo a mezzogiorno e dintorni).

 

Leggi Anche
Scrivi un commento