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Agroalimentare. Dalla Sicilia, i marchi QS Sicilia e Sicilia Chilometri Zero, per la qualità e la tipicità

Agrumi

Due marchi per tutelare il buono della tavola di Sicilia. La Regione, tramite l’assessorato alle risorse agricole ed alimentare, crea due marchi: QS Sicilia e Sicilia Chilometri Zero. Ispirati
al pacchetto di misure sull’agroalimentare, i marchi vengono accompagnati dalla carta d’uso: regole per controllare l’impiego e la certificazione della concessione. Particolare importante la
presenza di un comitato scientifico presso il Dipartimento Interventi strutturali, 10 persone (7 tecnici, 3 rappresentanti di categoria) con il compito di fare informazione, esaminare i
disciplinari, alla fine attribuire i marchi.

Il marchio QS Sicilia

Può essere richiesto da tutte le imprese primarie, di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei Paesi dell’Unione europea, a patto di rispettare alcune regole. Bisogna
infatti non lavorare con OGM e rientrare nelle tipologie DOP, IGP, STG e Bio; inoltre, servono opere di controllo del Mipaaf o da nuove tecniche di produzione integrata o da processi produttivi
di elevato standard, il cui controllo è invece elaborato da un organismo, pubblico o misto, inserito nell’elenco ministeriale o regionale.

Va anche notato come il logo QS, in attesa di un successivo decreto assessoriale, potrà essere ottenuto anche da punti di ristorazione che somministrano i prodotti in questione.

I punti in ristorazione dovranno inoltrare richiesta al dipartimento per gli Interventi strutturali. Questo darà vita ad un’istruttoria: in caso di esito positivo, l’assessorato
rilascerà un’autorizzazione triennale, gratuita, corredata del materiale necessario alla riproduzione del logo, previo sottoscrizione con l’azienda di una convenzione per le condizioni
d’uso. In caso di violazioni, diverse le penalità: sanzione, sospensione, in ultimo la revoca della licenza.

Particolarmente importante il Registro del marchio, diviso in due parti: una è la lista dei prodotti e servizi certificati QS, munito di indicazione di organo di controllo. L’altra,
invece, presenta le aziende agricoli dotate dei prodotti marchiati.

La Carta ed il logo QS saranno inviati alla Commissione europea e saranno efficaci dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana dell’avviso del parere positivo della
Commissione.

Il marchio Sicilia KM Zero

Il suo logo è in attesa di approvazione con decreto del dirigente generale ed è dedicato a prodotti specifici: siciliani, ma DOP, IGP, STG, biologici, tradizionali, o derivati da
agricoltura integrata o d altri processi di qualità nazionale o regionale. Inoltre, gli operatori devono dimostrare la tranciabilità delle materie prime e di aver acquistato
prodotti siciliani contrassegnati “Km zero” per almeno l’80%.

Chi vorrà aderire dovrà versare una quota associativa annuale e diventerà parte di un circuito di promozione della Regione. Sarà anche presente un disciplinare di
riferimento, pubblicato sul sito dell’assessorato e che controllerà le etichette delle aziende con sede operativa e produttiva della Sicilia. I

l marchio sarà sottoposto ad ispezioni e controlli da parte delle strutture del Piano dei Servizi avanzati, la Ricerca e l’innovazione. Inoltre, in base al decreto, sarà creato un
albo degli esercenti aderenti al logo “Sicilia Chilometri Zero” ed un tavolo di concertazione: a comporlo, due esperti di marketing e comunicazione e da rappresentanti delle organizzazioni di
categoria, tutti a titolo gratuito.

Diversi i loro compiti.

Il primo, promuovere la conoscenza, la diffusione e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari della Trinacria.

Inoltre, si stimoleranno percorsi formativi, promozionali, con particolare attenzione alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) per incentivare il consumo dei prodotti marchiati.

Infine, una commissione interna all’amministrazione valuterà la conformità’ dei requisiti dell’azienda agricola che richiede la certificazione. Una volta ottenuta, qualora
l’esercente non ottemperasse alle disposizioni del disciplinare, sarà revocata la licenza d’uso del logo e sarà escluso per tre anni da qualunque programma di sostegno
dell’assessorato alle Risorse agricole e alimentari.

Matteo Clerici

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