Abbattutto per l'azione degli aeroporti di Roma un bosco di 150 ettari riserva naturale

Roma – Vibrata protesta della Confagricoltura per l’azione della società Aeroporti di Roma, che questa mattina, con l’aiuto della Forza Pubblica, è entrata nell’azienda di
imprenditore agricolo associato, iniziando l’abbattimento di un bosco con tre livelli di protezione ambientale e in procinto di diventare patrimonio nazionale.

Confagricoltura ricorda che sin dal secolo scorso nei pressi dell’Aeroporto Leonardo a Vinci, è presente un sito boscoso, di circa 150 ettari, chiamato con l’antico nominativo romano di
“Coccia di Morto”

Tale sito, di importantissima valenza ambientale, è rimasto inalterato negli anni per volontà della proprietà, che ha ritenuto opportuno mantenere l’area nella originale
situazione naturale di macchia mediterranea, con zone umide, alberature, aree di nidificazione, rifugio e svernamento di specie migratorie. Inoltre, sull’area insiste una importante pineta,
simile a quelli della tenuta presidenziale di Castelporziano, con la quale l’avifauna è collegata ambientalmente.

Il bosco gode di tre livelli di protezione (europeo, nazionale, regionale) poiché si tratta di una Riserva naturale, inserita nel sistema delle aree protette e della Rete ecologica.

Dopo 40 anni di convivenza con l’aeroporto, l’ENAC e gli Aeroporti di Roma, nel 1999 hanno convocato Conferenza di Servizi, sostenendo che le alberature della riserva naturale “Coccia di
Morto”, per la loro posizione, esterna all’aeroporto, ma in linea con il cono di involo, ostacolavano la navigazione aerea.

Il 24 ottobre scorso l’ENAC, ha emesso un’ ordinanza di abbattimento, intimando, entro 5 giorni, alla proprietà, il taglio della foresta, pena probabili sanzioni penali e amministrative.

“Si tratta – dice Confagricoltura – di un irrimediabile danno alla riserva naturale e a tutto il sistema della rete ecologica del Lazio”.

Il taglio dei 770 pini, infatti, oltre a pregiudicare irrimediabilmente la destinazione naturale del sito, creerà notevoli danni anche dal punto di vista ambientale, dal momento che la
riserva contribuiva non poco all’assorbimento delle emissioni dei gas serra prodotti dall’aereoporto e aumentati del 90% negli ultimi 7 anni.

Confagricoltura si chiede, inoltre, come mai, dopo oltre quaranta anni di “buona convivenza”, sia scattata l’emergenza. E come mai l’Enac non abbia accolto, sin dalla antica Conferenza dei
Servizi, le richieste degli organismi forestali e ambientali di controllo sul territorio, che, come è noto, se non esaudite, prevedono anche interventi di carattere penale, attuati dalla
Procura della Repubblica. In particolare devono essere esaudite tutte le prescrizioni di massima previste nel Piano Forestale, e devono essere previste le misure di compensazione e le
Valutazioni di impatto e di incidenza.

Inoltre, per Confagricoltura, è anche opportuno verificare nel programma di Natura 2000, che prevede la realizzazione e difesa di una Rete Ecologica che comprende SIC e ZPS, ma anche le
aree protette, quali siano le misure e le procedure che la Provincia di Roma e la Regione Lazio intendono adottare per proteggere e controllare da interventi distruttivi per il sistema, le aree
protette di Macchia Grande, Coccia di Morto, Lago di Traiano, interno alla Riserva Naturale del Litorale Romano.

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