A Roma conclusa la serie di incontri di presentazione del Por

Lazio, 12 Dicembre 2007 – Si è conclusa a Roma la serie di incontri di presentazione del Por, il Programma, proposto dalla regione Lazio e approvato dall’Unione europea, che
prevede oltre 736 milioni di euro di stanziamenti per lo sviluppo del sistema economico regionale – la metà provenienti da risorse comunitarie, 356 milioni di euro dallo Stato e
più di 12 milioni dalla regione.

Il nuovo Programma operativo dedicato a ‘Competitività regionale e occupazione’ prevede cinque assi d’intervento: promozione dell’adattabilità dei lavoratori tramite la formazione
permanente, promozione dell”occupabilità di tutte le categorie di lavoratori (con particolare attenzione per i giovani, gli ultracinquantenni e le donne), inclusione sociale, in
particolar modo degli immigrati, sviluppo del capitale umano e promozione delle reti interregionali, nazionali e transnazionali per la crescita del sistema di istruzione e formazione.

Queste azioni permetteranno di rafforzare l’offerta formativa e il sistema di ricerca, migliorare l’accessibilità e il funzionamento del mercato del lavoro, promuovere l’inclusione
sociale e le pari opportunità, sostenere l’innovazione, la competitività e la creazione delle attività imprenditoriali nelle province del Lazio.

Gli incontri realizzati nei cinque capoluoghi sono stati importanti momenti di dialogo e confronto tra la Regione e le Province e costituiranno il punto di inizio di una nuova fase di
collaborazione e sussidiarietà. Uno dei punti cardine della nuova linea d’azione regionale è costituito, infatti, dall’ampliamento della delega alle Province nel quadro delle
linee di indirizzo definite a livello regionale e comunitario, con un progressivo affidamento di funzioni e risorse che arriverà a raddoppiare la quota attuale. L’obiettivo è
quello di riequilibrare l’economia laziale utilizzando la forte polarità di Roma, che costituisce il motore economico regionale, come volano per facilitare lo sviluppo e il riequilibrio
anche nel resto del territorio e favorire la crescita dei settori ad alta tecnologia ed elevata intensità di conoscenza.

I dati Unioncamere diffusi alla fine di novembre, infatti, hanno registrato per le imprese della Provincia di Roma un tasso di crescita doppio rispetto alla media italiana, che conferma gli
ottimi risultati economici ottenuti negli ultimi anni, e hanno messo in mostra profondi processi di ristrutturazione e riposizionamento in atto nel sistema imprenditoriale.

“La Regione – spiega l’assessore Costa – nel mettere a punto la nuova programmazione, ha inteso rafforzare la collaborazione interasssessorile con le politiche del lavoro e sociali e
raggiungere un duplice obiettivo: avere un ruolo più pregnante e di indirizzo e, al tempo stesso, favorire la sussidiarietà e prestare ascolto alle necessità dei territori.
Quella della provincia di Roma è una realtà complessa, le cui caratteristiche è difficile descrivere in poche battute. Tuttavia presenta alcuni dati sui quali
occorrerà riflettere nel delineare le azioni del prossimo periodo, soprattutto in merito alla formazione. Diversamente dalle altre province, le imprese romane, soprattutto del settore
turistico, ma anche dell’Ict e della logistica, esprimono una forte richiesta di professionalità alte, di esperienza e di formazione continua. Molte assunzioni, inoltre, riguardano gli
immigrati. Una risposta – sostiene Silvia Costa – può essere data dai tirocini formativi presso le imprese e i centri di ricerca, che nella passata programmazione sono stati dedicati ai
laureati nelle materie scientifiche e che contiamo di estendere anche alle materie umanistiche. Strategica diventa la scelta dei sette Poli dell’Istruzione e formazione tecnica superiore nei
settori dell’ambiente, dei beni culturali, del cinema e audiovisivo, dell”ct, della tecnologia della produzione e manutenzione, della grafica editoriale e del turismo, con un partenariato che
coinvolge diversi soggetti, pubblici e privati, come le Università, i centri di ricerca, le imprese, gli istituti scolastici e gli enti di formazione accreditati presso la regione Lazio.
Agli incontri nelle province si affiancano ulteriori forme di concertazione e di consultazione con le parti sociali, le Università e il Terzo settore, a livello regionale, per arrivare a
definire, entro i primi di febbraio 2008, il Pet, Piano esecutivo triennale, con le indicazioni sulle priorità per il periodo 2008/2010″.

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