Alitalia, Formigoni: «moratoria ancora unica via da percorrere»
20 Febbraio 2008
Milano – «If the Malpensa hub is not significantly downsized, we don’t see a reason for a deal» legge testualmente in inglese, il presidente della Lombardia,
Roberto Formigoni, la dichiarazione resa a The Wall Street Journal dal vicepresidente di Air France-Klm, Leo M Van Wijk.
Se l’hub di Malpensa non sarà significativamente ridimensionato, Air France non vede ragione di acquistare Alitalia. «Lo sapevamo da tempo – commenta Formigoni parlando ai
giornalisti in conferenza stampa – che questo era ed è l’interesse di Air France e della France.
Legittimo, ma da parte loro. Sarebbe invece ora che ne prendessero atto il Governo italiano, e il ministro Padoa Schioppa in particolare, e si rendessero conto che i nostri interessi sono
invece in conflitto con quelli».
A poche ore dalla attesa sentenza del Tar del Lazio chiamato a pronunciarsi sul ricorso di Air One, Formigoni rilancia ancora una volta le sue tesi («che hanno via via ottenuto sempre
più vasti consensi«): esaminare non una ma entrambe le proposte e valutare i piani industriali e le relative ricadute; imporre la moratoria ad Air France, ma anche ad Alitalia
«che, contraddicendo lo stesso suo piano presentato il 30 agosto 2007, ha già iniziato e continua a tagliare rotte e voli, in anticipo tra l’altro rispetto alla scadenza indicata
del 31 marzo».
Formigoni rende note le cifre: 981 voli settimanali (127 al giorno) tagliati nella prima settimana di gennaio; altri 98 (14 al giorno) tagliati tra l’8 gennaio e l’8 febbraio. «Malpensa –
dice – è sottoposta a un’azione ostile di smantellamento, già pesantemente in corso».
Preoccupa il presidente lombardo la situazione dei lavoratori.
Critica il decreto milleproproghe del Governo che prevede ammortizzatori sociali «solo per quelli direttamente coinvolti: i dipendenti di Alitalia, ed eventualmente quelli di Sea. Ma
niente per tutti gli altri: è inaccettabile. Tanto più che il Governo non ha accettato nemmeno di scrivere la parola moratoria nel decreto. Di fatto ha detto no a questa idea
ragionevole per tutti: per Air France, che potrebbe procedere, e per Malpensa, che potrebbe essere salvata».
In collegamento da Roma dove ha incontrato in mattinata e dove nel pomeriggio assisterà nei banchi del pubblico alla seduta del Tar, l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità,
Raffaele Cattaneo, ricorda che la Regione, in questo ricorso, si è costituita ad adiuvandum «non per sposare una parte ma per difendere la legge e le regole che devono essere
uguali per tutti». E fa notare come la linea difensiva di Air France («il Tar non è competente perché si tratta della trattativa tra due aziende condotte dal loro
management«) è rivelatrice di una distorsione inaccettabile della realtà, perché Alitalia è un patrimonio pubblico, essendo il ministero del Tesoro il suo
azionista di maggioranza.





