Fino a 7.000 Euro di multa a chi acquista dai “Vu cumprà”

Fino a 7.000 Euro di multa a chi acquista dai “Vu cumprà”

Pericolo sulle spiagge italiane: non sono gli squali ma gli agenti, anche in borghese che, con la scusa di combattere il fenomeno del “fastidio” arrecato ai bagnanti… li “aiuta” propinando multe -FINO a 7.000 Euro- ai turisti che si azzardano a fare acquisti dagli improvvisati venditori.

(Legge 23 luglio 2009, n. 99).“E’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro l’acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualita’ o  per la condizione di chi le offre o per l’entita’ del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in  materia  di  proprieta’  industriale”.

Nei giorni scorsi si è anche gridato allo scandalo quando Alfano ha parlato dei “Vu cumprà”, coloro che dopo essere sbarcati sulle nostre coste, invece di vendere droga e delinquere…cercano di portare a casa la pagnotta “onestamente”, vendendo ciò che organizzazioni illegali forniscono loro. A loro rischio e pericolo, perché se incontrano un Vigile, un agente ligio al suo dovere (qualche volta desideroso di fare un regalino alla sua ragazza), il povero “Vu cumprà” perde tutto poiché gli viene sequestrata la merce (che dovrà comunque pagare al suo “fornitore”.
Nota:
qualcuno sa a chi viene consegnata e dove viene “archiviata” la merce sequestrata ai poveri “Vu cumprà” ?

Questo non significa che bisogna tollerare il fenomeno ma è sicuramente immorale aiutare questi poveri disgraziati (detto in modo NON dispregiativo ma caritatevole) a sbarcare in Italia e poi non fare nulla per il loro inserimento nella società – Problema di cui dovrebbe farsi carico l’Europa.
E chi compra? … è colui che rischia più di tutti: da 100 a 7.000 Euro di multa.
Attenti quindi in spiaggia e per la strada!

Che strana questa Italia!
Mi viene in mente quando qualche decina di anni fa nelle edicole arrivarono i primi giornali pornografici e venivano condannati gli edicolanti: nessun reato per chi produceva, stampava e distribuiva… e nemmeno per chi li acquistava. Unico “delinquente” perseguito dalla Legge era l’edicolante.
E che dire della prostituzione sulle strade, dopo la Legge Merlin del ‘58? E’ assolutamente vietata! Sono stati scritti fiumi di articoli, fatte leggi, decreti e ordinanze a livello locale e nazionale. E’ cambiato qualcosa?
L’Italia è proprio un bel paese da tutto è vietato ma dove il furbo e il danaroso sono una casta privilegiata.

Proprio in questi giorni, a Napoli, è stata scoperta una centrale di produzione di prodotti taroccati.
Grande clamore ma in pochi giorni tutto resterà come prima: nessuno sa dove andrà a finire la merce sequestrata, i responsabili -se individuati- al massimo si fanno qualche giorno ai domiciliari…

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

(News segnalata da LISIPO)
13 agosto 2014 – 
La centrale del falso e del taroccamento su scala industriale, scoperta a Napoli, pone in evidenza, la grande disponibilità di mezzi, dell’organizzazione criminale che era a capo  di questa attività di taroccamento. 
Macchinari di ultima generazione, consentivano di produrre vestiti, scarpe e moltissimi tipi di vestiario  e tanto altro. Una rete organizzativa, ben “oliata” dalla grande disponibilità di mezzi, capace di inondare l’Italia meridionale, con prodotti-patacca che erano l’imitazione più o meno perfetta, di marchi notissimi  anche a livello internazionale, orgoglio del ”made in Italy”. Questi prodotti finivano, in larga parte, sulle nostre spiagge, dove venditori ambulanti  abusivi, cercavano di “piazzare“ la merce, ai turisti, che potevano acquistare un capo di vestiario,  più o meno, perfetta imitazione, di quello autentico, un  capo  di vestiario  di una grande marca, con pochi euro.

 

Redazione newsfood.com

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