L'ultima cena. A tavola con i boss
Un libro di Peppe Ruggiero, edito da Edizioni Ambiente
L'ultima cena: criminalità e cibo
Gusti dei capi ed affari sporchi nell'alimentare
Pubblicato il 19/10/2010 alle 09:46

Da sempre, tra criminalità organizzata e cibo esiste una relazione duplice, fatta di tradizioni e rituali ma anche d'imprenditoria, sempre innovativa e con nessun scrupolo.
A tale strana relazione è dedicato "L'ultima cena. A tavola con i boss" libro di Peppe Ruggiero, di Edizioni Ambiente.
Come detto, le consuetudini a tavola dei capi. Provenzano amava la ricotta, Pietro Aglieri si dedicava alla pasta al forno, mentre Paolo di Lauro virava sulla "pezzogna". Numerosi boss hanno un rapporto forte, quasi indelebile con il cibo, che è allo stesso tempo segno di potere ma anche tallone di Achille.
Pietro Aglieri ad esempio. Il boss consumava una pasta al forno, cucinata da un maestro cuoco, seguendo una procedura particolare e non modificabile. Proprio tali regole hanno consentito agli inquirenti di seguire il cuoco, rintracciando così il rifugio del latitante.
Ma il binomio alimentazione-criminalità organizzata ha una faccia molto meno personale e molto più redditizia: il business del cibo.
A Napoli, spiega Ruggiero, almeno un terzo dei frutti di mare presenti sul mercato è di provenienza illegale. Inoltre, la camorra estende il proprio dominio anche su altri settori, dal
pesce alla mozzarella, fino alla taniche di acqua di mare.
E, specifica l'autore "Guai non pagare e a non accettare quelle taniche. E che importa se la provenienza è oscura, se è prelevata in acque dove è vietata la balneazione".
Nel migliore dei casi, arriva il pizzo: un determinato marchio imposto, una percentuale forzata su un determinato prodotto. Tra denuncia ed ironia, il testo propone il "menù della camorra": dall'antipasto al dessert, gentilmente offerto dai boss di casa nostra.
Infine, una possibile via d'uscita. "L'ultima cena" presenta infatti progetti alternativi, come quello di Libera Terra, cooperative sociali che producono cibo genuino sulle terre confiscate alle mafie.
Peppe Ruggiero, "L'ultima cena. A tavola con i boss", Edizioni Ambiente 2010, 180 pp.,
Matteo Clerici
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Il rapporto della criminalità con il cibo, tra usanze e tradizioni dei grandi capi e business dell'alimentazione. Questo è L'ultima cena: criminalità e cibo, testo di Peppe Ruggiero distribuito da Edizioni Ambiente. Per cominciare, il volume descrive le preferenze alimentari dei grandi capi, sia simbolo di potere che tallone d'Achille. Esemplare il caso diPietro Aglieri, catturato grazie alla sua passione per la pasta al forno cucinata ad arte. E poi il business del cibo. I gruppi criminali impongono il pizzo su determinati marchi, l'acquisto di prodotti inutili se non pericolosi, come l'acqua di mare di dubbia provenienza. Infine, una possibile via d'uscita. "L'ultima cena" presenta infatti progetti alternativi, come quello di Libera Terra, cooperative sociali che producono cibo genuino sulle terre confiscate alle mafie.
Tutto su: Alimentazione, Matteo Clerici, criminalità organizzata, L'ultima cena. A tavola con i boss, Peppe Ruggiero
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