Russia
L'inchiesta dell'ex maggiore Igor Matveyev, noto per aver rivelato passati scandali
Russia, cibo per cani come pasto dei soldati
Lattine contraffatte e carne scaduta spacciate per manzo scelto
Pubblicato il 01/06/2011 alle 17:49

Sembrava manzo di prima qualità, ma le lattine (contraffatte) contenevano cibo per cani. Questo il contenuto del magazzino militare della base di Vladivostok, destinato alle mense dei soldati stanziati nella struttura vicina all'Oceano Pacifico.
La denuncia arriva da Igor Matveyev, ex maggiore dell'esercito russo e noto per aver già portato alla luce disservizi ed irregolarità. Matveyev sostiene la sua nuova battaglia con
un video, pubblicato su Youtube.
Il filmato, inserito in Rete ai primi di maggio, è stato girato all'interno della struttura: le immagini mostrano grandi quantità di scatolette di carne bovina che, una volta rimossa l'etichetta contraffatta, si rivelano cibo per cani. A questo punto interviene un narratore fuori campo: " È il 19 aprile 2011. Ieri abbiamo scoperto che le nostre scatolette di carne di manzo sono state rimpiazzate da cibo per cani".
Oltre che con le immagini, l'ex militare sostiene la propria tesi tramite dati. In base ai suoi calcoli i locali di Vladivostok contengono 13.800 scatolette registrate che dovrebbero contenere
4.485 chili di carne di manzo: l'esame ha invece rilevato come in realtà siano presenti 1.374 scatolette di carne scaduta e più di 3000 cartoni di carne in scatola per cani. In
sintesi, nessuna scatola contiene cibo commestibile per gli umani.
Igor Matveyev è diventato famoso, in Russia ed all'estero, nel 2003 col suo primo attacco alla corruzione ed agli abusi diffusi nelle forze armate nazionali. In coppia con un giornalista aveva reso pubblico il "mercato degli schiavi" di Khabarovsk. Gli ufficiali comandanti della locale base, situata nell'estremo Oriente, obbligavano i soldati a lavorare come manodopera gratis per le aziende, intascandosi il salario a loro dovuto. Matveyev aveva subito minacce e ritorsioni, fino alla perdita del lavoro, poi riottenuto grazie all'intervento del Consiglio di Europa.
Per nulla intimorito, l'uomo aveva portato alla luce (tramite video caricati sul WEB) altre due situazioni scabrose. La prima riguarda ancora la base di Vladivostok, dove vengono impiegati clandestini coreani e cinesi, mentre la seconda denuncia la corruzione di alti ufficiali e chiede pubblicamente l'intervento di Putin e Medvedev.
Riguardo lo scandalo del cibo per cani, è però arrivata la risposta dell'esercito. I responsabili delle forze armate hanno scelto una doppia strategia di difesa. Da un lato affermano come il fattaccio risalga al passato, dall'altro spiegano come siano già in corso indagini per scovare e punire i responsabili.
Dichiarazioni che non convincono Valentina Reshetkina, portavoce di un'associazione che da anni combatte contro gli abusi perpetrati tra le forze armate russe. Così la donna, intervistata da France 24: "Quello che è denunciato nel filmato di Vladivostok è vero. Se questo cibo in scatola è realmente acquistato per nutrire i cani della base, come sostengono i capi militari, perché acquistarne una quantità così elevata? E perché prendersi la briga di incollare attorno a ogni scatoletta etichette false? C'è solo una spiegazione: queste scatolette per cani erano destinate ai soldati".
FONTE: Valentina Reshetkina, "Whistleblower officer says Russian troops served dog food", france24.com, 30/05/011
Matteo Clerici
Scatolette di manzo scelto, che in realtà contengono cibo per cani o carne scaduta ed immangiabile. Questa le denucia dell'ex maggiore Igor Matveyev, che si è introdotto nel magazzino della base di Vladivostok ed ha constatato come le scatolette, destinate all'approvvigionamento dei soldati, contengano prodotti non commestibili. Le sue accuse sono sostenute da dati numerici e da un filmato, che mostra come, rimossa l'etichetta fittizia, compaia una scatoletta di cibo per cani. Gli alti ufficiali di Mosca si sono prontamente difesi, sostenendo come la faccenda sia vecchia e le procedure contro i colpevoli da tempo attive. Tali spiegazioni non convincono gli attivisti per i diritti dei soldati, come Valentina Reshetkina, che vedono come unica spiegazione possibile il voler nutrire i soldati con le lattine presenti.
Tutto su: Russia, Matteo Clerici, Militari, Contraffazione alimentare, Vladivostok, Cibo per cani
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