Papa Benedetto XVI
Colpo di marketing e di fede da parte di una delle aziende più prestigiose del Franciacorta
Dalle bollicine alla Fiasca del pellegrino
La Montina, azienda fra le più rinomate del Franciacorta, dona a Benedetto XVI il «vino del prete»
Pubblicato il 28/10/2008 alle 13:37

Colpo di marketing e di fede da parte di una delle aziende più prestigiose del Franciacorta, famosa per le sue «bollicine» metodo classico, uno spumante (ma guai a chiamarlo così) di gran rinomanza.
La Fiasca del pellegrino e il raffinato calice da messa Getsemani, realizzati dall’artista Paolo Menon, sono stati donati a papa Benedetto XVI al termine dell’udienza generale del mercoledì.
Si è così coronato il sogno dei fratelli Bozza della tenuta La Montina in Franciacorta di offrire al Santo Padre la preziosa fiasca, fra i più antichi simboli del pellegrinaggio, rielaborata in forma classico-ellenistica e contenente il Vì dèl Prét, il vino da messa.
La consegna è avvenuta sul sagrato della basilica di san Pietro. Il pontefice si è soffermato con i fratelli Bozza e con Paolo Menon. L’artista ha illustrato le raffigurazioni scolpite sul calice realizzato in bisquit di porcellana e oro, dove sono raccontati i tre momenti più toccanti della vita di Cristo: passione, crocifissione e resurrezione. I tradizionali simboli del pellegrinaggio decorano invece la Fiasca del pellegrino: il viandante con bordone e mantello, il portatore d’acqua che lo ristora, il suonatore di cetra che rallegra il cammino e, infine, la conchiglia di san Giacomo, simbolo per antonomasia del pellegrinaggio, oltre allo stemma papale di Benedetto XVI raffigurato nel fregio centrale. Racchiuse in uno scrigno di legno d’ulivo, dodici Fiasche del Pellegrino (una per ogni mese dell’anno) hanno così raggiunto il palazzo apostolico.
Tirata in soli 999 esemplari numerati e firmati, la Fiasca del Pellegrino si rifà alla boraccia del viandante in cammino per i luoghi sacri. Al suo interno, il Vi del Prét, pregiata riserva ottenuta vendemmiando tardivamente uno chardonnay particolarmente profumato. Altre notizie su www.lamontina.it.
La Montina in Franciacorta
Oggi le secolari pietre e decorazioni sono tornate a rinnovato splendore grazie alla ristrutturazione attuata dalla fam. Bozza intorno alla fine degli anni ‘80. Le prime notizie della Tenuta Montina risalgono al 1620, quando proprietaria era una famiglia della Valsabbia, facente capo a Benedetto Montini, avo del Papa Paolo VI, da cui prende il nome non solo l'azienda, ma anche la collina retrostante.
Costruita a ridosso di un anfiteatro morenico dove la strada carrozzabile termina nel bosco lungo la Valle Mugnina, estremo lembo del Comune di Monticelli Brusati, qui la Franciacorta si esprime al meglio, nei suoi dolci panorami, nella sua pace carica di storia e romanticismo.
Rispettando la vocazione enologica della zona è stata creata una armoniosa struttura per la produzione di prestigiosi Franciacorta DOCG e Terre di Franciacorta (curtefranca) DOC sia rossi che bianchi.
La cantina scavata interamente nella collina si sviluppa per circa 4200 mq., questo a garanzia di un rispetto ambientale, in quanto fin sopra le gallerie sono stati reimpiantati i vigneti e per ottenere in modo naturale la più bassa escursione termica possibile tant'è che la temperatura è per tutto l'arco dell'anno costante intorno ai 10°-12° centigradi, ottimale per la maturazione del franciacorta.
Following renovations carried out by the Bozza family in the late Eighties, the ancient stones and decorations of these buildings have been restored to their original splendour. Tenuta Montina is first mentioned in historical documents in 1620, when it was owned by a Valsabbia family headed by Benedetto Montini, ancestor of Pope Paul VI. The hills behind are named after him as well as the winery itself. The winery is situated in the shelter of a natural moraine amphitheatre, where the road ends in the woods along the Valle Mugnina, the furthermost strip of land in the municipality of Monticelli Brusati. The best expression of Franciacorta can be found here, in this gentle peaceful landscape rich in romantic history. The prestigious Franciacorta DOCG and both red and white Terre di Franciacorta (curtefranca) DOC wines are made in the winery buildings which perfectly respect the area’s natural vocation for winemaking. The buildings, which were dug out of the hillside, cover a surface area of about 4,200 m². In full respect for the environment vineyards have been replanted over the tunnels. This is a natural way to ensure a minimal temperature variation: the temperature is constantly 10-12°C all year round, the ideal temperature for ripening Franciacorta grapes.
StephandeCernetic/Ilprincipedeisapori/Newsfood.com
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