Vinitaly 2012

Nei locali della Riseria Ferron (presso La Pila Vecia)

Vinitaly, il riso ed il buono di Latina ricordano la Bonifica dell'Agro Pontino

Un matrimonio tra il riso vialone nano veronese ed i piatti del Lazio meridionale

Pubblicato il 24/03/2012 alle 18:55



Vinitaly rende omaggio all'epica della Bonifica della palude laziale, offrendo piatti che uniscono la cucina veneta con quella del Lazio.


La giornalista Tiziana Briguglio, lo chef Gabriele Ferron ed i locali della Riseria Ferron (presso La Pila Vecia) ricordano un importante evento della storia del Novecento.


Sotto la spinta dell'Italia fascista, coloni del Veneto e del Friuli si spinsero nell'Agro Pontino, cercando di strappare alle paludi un territorio delimitato dai Monti Lepini e Ausoni, il Mar Tirreno e il promontorio del Circeo e farne dei campi coltivati fertili e rigogliosi. Dopo aver bonificato la zona, gli emigranti portarono alla nascita di nuovi città (Latina, Sabaudia, Pomezia, Aprilia e Pontinia) e di piccoli borghi ( Piave, Podgora, Isonzo, Vodice) ricordo delle terre d'origine.


Così, i piatti di Ferron legano il riso vialone nano veronese con la cucina dell'Agro Pontino.


Ecco in tavola il Brasato di bufala con timballo di riso e il Semifreddo con fragole favetta di Terracina. O il Carpaccio di bufala all'olio extravergine di oliva Dop Colline Pontine. O ancora le Verdure del "Triangolo d'oro" (Terracina, San Felice e Sabaudia) pastellate con farina di riso, a Salsiccia secca di maiale nero casertano, ed un tris di risotti al formaggio di pecora dell'Agro Pontino, ai carciofi romaneschi di Sezze Igp ed erbe aromatiche e alla salsiccia al coriandolo di Itri.


PER ULTERIORI INFORMAZIONI:


www.risoferron.com




Matteo Clerici

Vinitaly rende omaggio all'epica della Bonifica della palude laziale, offrendo piatti che uniscono la cucina veneta con quella del Lazio. La giornalista Tiziana Briguglio, lo chef Gabriele Ferron ed i locali della Riseria Ferron (presso La Pila Vecia) ricordano un importante evento della storia del Novecento. Sotto la spinta dell'Italia fascista, coloni del Veneto e del Friuli si spinsero nell'Agro Pontino, cercando di strappare alle paludi un territorio delimitato dai Monti Lepini e Ausoni, il Mar Tirreno e il promontorio del Circeo e farne dei campi coltivati fertili e rigogliosi. Dopo aver bonificato la zona, gli emigranti portarono alla nascita di nuovi città (Latina, Sabaudia, Pomezia, Aprilia e Pontinia) e di piccoli borghi ( Piave, Podgora, Isonzo, Vodice) ricordo delle terre d'origine. Così, i piatti di Ferron legano il riso vialone nano veronese con la cucina dell'Agro Pontino.


Tutto su: Matteo Clerici, Vinitaly 2012, Riso vialone nano, Cucina dell'Agro Pontino, Bonifica delle paludi, Riseria Ferron


Commenti

Segnala via e-mail






Nessun commento presente!


Testata giornalistica - n. 638 del 23/02/2010 - Registro stampa Trib. Alessandria - Direttore responsabile: Giuseppe Danielli © 2005 Editrice Taro - P.IVA 01873460065 - 15100 Alessandria [Contatti]